lunedì 27 luglio 2009

Come faccio a svegliarmi presto al mattino?


Ho già affrontato in precedenza il tema dei benefici legati all’alzarsi presto al mattino (vedi 10 Motivi Per Alzarsi Presto al Mattino), evidenziandone i vantaggi in termini di produttività, umore e benessere.

Ma come è possibile riuscire a puntare la sveglia alle 5 del mattino, alzarsi in piedi ogni giorno all’alba e resistere alla tentazione di rituffarsi sotto le coperte?

Effettivamente, è piuttosto difficile abituarsi a svegliarsi presto al mattino se si adotta l’approccio sbagliato. Al contrario, seguendo una strategia efficace il compito diviene piuttosto agevole.

L’errore più comune al riguardo è ritenere che se il tuo obiettivo è alzarti prima al mattino, allora faresti meglio ad andare a letto in anticipo. Dunque sarebbe sufficiente che tu calcolassi quanto tempo dormi in media ogni notte, e poi semplicemente spostare indietro di alcune ore le tue abitudini di sonno. Se dormi in genere da mezzanotte alle 8, allora basterebbe andare a letto alle 10 di sera per svegliarti con semplicità alle 6 del mattino. Sebbene questo ragionamento sembri impeccabile, normalmente è destinato al fallimento. Vediamo perché.

Ci sono due principali scuole di pensiero riguardo al sonno e ai suoi ritmi.

Una prima corrente ritiene che dovresti andare a letto e svegliarti agli stessi orari ogni giorno. Dovresti dunque cercare di dormire lo stesso numero di ore per ciascuna notte, seguendo uno schema orario predefinito. Dunque dormire ogni notte dalle 11 di sera alle 7 del mattino, per esempio. Tale impostazione sembra adeguarsi all’esigenza di determinazione e di prevedibilità che molte persone ricercano nella propria quotidianità e mira ad assicurare comunque un numero congruo di ore di sonno per garantire sufficiente riposo.

Una seconda scuola di pensiero, al contrario, lungi dal proporre l’adozione di un rigido schema orario, sostiene che dovresti semplicemente ascoltare e rispondere alle esigenze che il tuo corpo manifesta. Andare dunque a dormire solo quando sei stanco e svegliarti naturalmente al mattino senza utilizzare alcuna sveglia. Questo approccio si affida dunque al nostro corpo, che dovrebbe essere perfettamente in grado di riconoscere di quanto sonno abbiamo bisogno e noi avremmo solamente il compito di assecondarne le esigenze.

Ho personalmente provato e sperimentato entrambe le metodologie che ho appena esposto, ma nessuna delle due, tuttavia, ha prodotto risultati soddisfacenti. Entrambe presentano, a mio avviso, dei punti deboli.

Per quanto riguarda la prima impostazione, infatti, è evidente che se ti prefiggi di andare a letto e svegliarti agli stessi orari tutti i giorni, allora ci saranno certamente delle occasioni in cui andrai a letto senza essere davvero stanco e assonnato. Con la conseguenza che potresti ritrovarti a trascorrere diverso tempo a rigirarti nel letto prima di prendere sonno. Un altro inconveniente è dato dal fatto che tale corrente di pensiero ritiene che tu abbia bisogno di dormire lo stesso numero di ore ogni notte, il che è un punto di partenza non corretto. I tuoi bisogni in termini di sonno variano infatti da giorno a giorno.

Se, al contrario, adotti la strategia di dormire il numero di ore che in modo naturale il tuo corpo richiede, molto probabimente finirai per dormire molto più di quanto effettivamente necessiti. Numerose persone che seguono questo approccio dormono più di 8 ore a notte. Il che non è certamente un male, ma spesso dormire troppo a lungo finisce per rivelarsi quasi controproducente, inducendoci ad uno stato di pigrizia e inattività. Inoltre, la maggior parte di noi, ci piaccia o meno, organizza le proprie giornate in base ad orari precisi e giustificare un ritardo ad un appuntamento con la motivazione che avevamo bisogno di ascoltare il nostro corpo e dormire più a lungo potrebbe suonare in effetti poco rispettoso per il nostro interlocutore.

La soluzione ottimale, per quanto mi riguarda, è stata quella di combinare le due metodogie fin qui illustrate. E’ una strategia assai semplice, che numerose persone che si alzano presto certamente già adottano senza neppure pensarci, ma che per me ha rappresentato una piacevole scoperta. In sostanza, il metodo consiste nell’andare a dormire quando sono stanco e assonnato (e solamente quando sono davvero stanco e assonnato) ed alzarmi al mattino con la sveglia ad un orario fisso. Quindi io mi alzo sempre allo stesso orario ogni giorno (le 5 del mattino), ma vado a dormire ad orari diversi ogni notte.

Vado a letto solamente quando sono talmente assonnato da non tenermi in piedi o da non riuscire a leggere più di una o due pagine di un libro senza crollare dal sonno. Praticamente ogni notte non trascorrono più di due o tre minuti da quando mi infilo nel letto a quando mi addormento. La maggior parte delle occasioni vado a dormire tra le 10 e le 11 di sera, alcune volte alle 9 e mezzo e in altre occasioni, se non sono assonnato, non vado a dormire prima della mezzanotte.

Al mattino, quando la sveglia suona, la spengo, faccio un pò di stretching per qualche secondo e semplicemente mi alzo. Senza pensarci su. Mi sono reso conto che più indugio ad alzarmi, più diviene forte la tentazione di rimanere sotto le coperte. Dunque non mi concedo alcuna possibilità di rifletterci su e mi alzo immediatamente.

Adottando questa strategia per alcuni giorni, ho immediatamente constatato come i miei ritmi di sonno e veglia abbiano acquisito una loro cadenza naturale. Se per alcune sere non sono davvero stanco e assonnato e vado a dormire tardi, molto probabilmente le sere successive il mio corpo mi manifesterà in anticipo la propria stanchezza e andrò a dormire prima. Il mio corpo ha in qualche modo imparato a riconoscere che mi alzo comunque sempre alla stessa ora e, quindi, quando ha bisogno di manifestare la sua stanchezza, mi fa cadere assonnato presto la sera.

Il risultato è che, in media, dormo 6 ore e mezzo a notte e quando mi sveglio al mattino mi sento decisamente riposato e soddisfatto della qualità e intensità del mio sonno.

Dunque, se vuoi provare ad alzarti presto al mattino (o quantomeno esercitare più controllo sulle tue abitudini di sonno) prova questa strategia: vai a letto solamente quando sei troppo stanco da tenerti in piedi e alzati ogni mattino ad un orario fisso.

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10 motivi per alzarsi al mattino.


Mi alzo ogni mattino alle 5, e più di un amico (ovviamente, direi) mi ha domandato per quale motivo lo faccia, visto che potrei rimanere a poltrire nel letto molto più a lungo.

Difficilmente oggi potrei rinunciare a questa abitudine, ecco perché.

Un saluto al nuovo giorno.

L’atmosfera magica delle primissime ore del mattino è la condizione ideale per accogliere l’inizio di una nuova giornata.

Per me si tratta di un rituale estremamente intimo e personale, mi dà la sensazione di riuscire a riconoscere un senso di sacralità nel giorno che mi aspetta, mi consente di rinnovare quotidianamente il mio impegno nei confronti della vita.

Io utilizzo queste parole, suggerite dal Dalai Lama: “Oggi sono fortunato perchè mi sono svegliato, perchè sono vivo, perchè ho tra le mani una vita preziosa, non la sprecherò. Utilizzerò tutte le mie energie per migliorarmi come persona, per espandere il mio cuore verso il prossimo, per illuminarmi a beneficio di tutti gli esseri viventi, mi comporterò in modo gentile con gli altri, non mi arrabbierò e non avrò pensieri malvagi nei confronti del prossimo, cercherò con tutto me stesso di fare del bene agli altri” .

Un magnifico inizio di giornata.

In passato ero solito alzarmi tardi, prepararmi di corsa, arrivare appena in tempo al lavoro, ancora piuttosto intontito e nervoso, irascibile verso gli altri. Certamente non il modo migliore per iniziare la giornata.

Ora le abitudini sono cambiate, alzarmi presto mi consente di gestire tutto con più calma, prepararmi tranquillamente, ritrovarmi alle 8 del mattino con molte incombenze già svolte; ho scoperto che non c’è necessità di correre, niente affanni e niente nervosismo, la giornata inizia con un sorriso, all’insegna della serenità. Iniziare ad alzarmi presto ha costituito una svolta fondamentale per il mio buon umore durante tutta la giornata.

Tranquillità.

Nessuno che urla, niente clacson di auto, televisioni e radio silenziose, telefoni che non squillano. Le prime ore del mattino sono così tranquille, quiete e serene da trasmettere inevitabilmente un profondo senso di pace ed armonia. E’ la parte della giornata che preferisco perché riesco ad assaporare al meglio dei momenti unici di silenzio assoluto, di tempo dedicato a me stesso in cui poter pensare, leggere, meditare.

L’alba.

Chi si alza tardi perde, a mio giudizio, una delle grandi meraviglie della natura, il sorgere del sole. E’ uno spettacolo che si ripete tutti i giorni, lo so, e molti vi hanno fatto l’abitudine. Non io, quei colori meravigliosi e quell’atmosfera che sembra sospesa nel tempo e nello spazio riescono ancora a stupirmi, a farmi sognare. E a trasmettermi felicità, un’immensa gioia di vivere.

La colazione.

E’ il pasto più importante della giornata, lo avrete sentito dire innumerevoli volte. Alzandomi presto, ho tutto il tempo a disposizione per prepararmi e gustare con calma un’ottima colazione. Se salti questo pasto, all’ora di pranzo sarai così affamato da mangiare senza esitazione tutte le schifezze grasse ed unte che troverai sotto mano. Allora concediti una colazione sana e nutriente al mattino ed avrai le energie necessarie per affrontare buona parte della giornata.

Personalmente, poi, ritengo assai più piacevole assaporare con calma il mio caffè nella quiete del mattino piuttosto che mangiare qualcosa al volo mentre vado di corsa al lavoro.

Sport.

Ovviamente puoi trovare il momento più opportuno per allenarti durante tutto l’arco della giornata, e per molti fare sport dopo il lavoro è la via migliore per scaricare lo stress. Allo stesso modo, ho scoperto che allenarmi al mattino è una delle attività più piacevoli e salutari che abbia provato, per il semplice fatto che mi consente di iniziare la giornata con il giusto benessere psico-fisico. Lo sport mi fa stare bene, sempre, ma farlo al mattino riesce a farmi sentire ancora meglio.

Un altro piccolo vantaggio: l’allenamento programmato per il pomeriggio o la sera potrebbe essere cancellato da qualche altro impegno sopravvenuto, mentre lo sport al mattino è, teoricamente, sempre possibile.

Produttività.

Il mattino, per quanto mi riguarda, è la fase del giorno più produttiva in assoluto. Si combinano l’energia e l’atmfosfera necessarie per svolgere gran parte di quelle attività che normalmente durante il giorno riuscirei a portare a termine solo a fatica per via della stanchezza o delle continue distrazioni.

Riesco a leggere, scrivere, occuparmi delle faccende domestiche prima ancora che gli altri abbiano iniziato la giornata. Così, quando arrivano il pomeriggio e la sera, ho sempre tanto tempo da dedicare ai miei amici e alla mia famiglia.

Puntualità.

Abituandosi ad alzarsi presto al mattino diviene molto più semplice arrivare puntuale agli appuntamenti. Saranno in molti ad apprezzarlo, tu per primo.

Meno traffico.

Se riesci ad alzarti presto e a metterti in strada per andare a lavoro di buon’ora, avrai la piacevole sorpresa di trovare le strade molto meno intasate. Il che significa meno stress.

Programmazione.

La mattina presto è il momento ideale per fare il punto della situazione. Sui tuoi progetti, la tua famiglia, il futuro. Il mattino ti consente di dedicarvi la tranquillità ed il tempo necessari. Approfittane.

Come riuscire ad alzarsi presto

Non cambiare abitudini in modo drastico. Agisci gradualmente, alzandoti appena 15-30 minuti prima del solito. Fallo per alcuni giorni. Poi anticipa la sveglia di altri 15 minuti. Prosegui in questo modo fino a raggiungere l’orario che ti sei prefisso.

Prova ad andare a dormire un pò prima. E’ ovvio, la coperta puoi tirarla solo da un lato. Se ti abitui ad alzarti presto, necessariamente dovrai imparare ad andare a dormire in anticipo rispetto a prima. Provaci, magari portati a letto un buon libro, se sei davvero stanco il sonno verrà da solo, poi anche questa diventerà un’abitudine.

Posiziona la sveglia lontano dal letto. Se rimane vicino al letto, la spegnerai con un semplice gesto e tornerai a dormire. Non farlo… se collochi la sveglia lontano dal letto dovrai invece necessariamente alzarti per spegnerla. Ma a quel punto sarai già in piedi. Il più sarà fatto, devi solo rimanerci..

Esci dalla stanza da letto non appena hai spento la sveglia. Non indugiare sulla possibilità di tornartene a letto. Esci dalla stanza. Sciacquati bene la faccia e presto sarai sveglio abbastanza per affrontare al meglio la giornata.

Sfrutta il tempo a disposizione. Non alzarti presto al mattino solo per metterti a guardare la TV o navigare su internet, a meno che questo non rientri esattamente nei tuoi obiettivi. Inizia la giornata di slancio. Approfittane per preparare una bella colazione alla tua famiglia, per fare allenamento, per leggere o meditare. Fanne il tuo tempo.

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Serenità


Quante volte ci è capitato di trovarci travolti dal ciclone? In famiglia, al lavoro, in coppia, tra amici... in rotta di collisione con la rabbia, la frustrazione, l'amarezza... perdendo la ragione... la presenza? Può essere capitato di perdere non solo la calma del momento, ma anche la serenità nel tempo, che in fin dei conti è il male del secolo: lo stress. Perdere la calma= presenza non è innaturale, ma rimanere a lungo in questo stato è PERICOLOSO!!! Tutto questo SI PUO' EVITARE... basta spostarsi al CENTRO... li esiste movimento non caos, una serena visuale a 360° di quello chi ci circonda e che NON SIAMO NOI. Sono l'osservatore che vive nel mondo, ma NON SONO IDENTIFICATO con esso. Sei l'unico centro del tuo ciclone, non ce ne possono essere due, quindi l'altro non esiste. L'occhio del ciclone è la tua consapevolezza. Essere nel tuo centro, ti da la possibilità di attingere all'inesauribile ed unica fonte di energia... TU. Qualcuno disse "Chi è causa del suo mal pianga se stesso" vale a dire, IO SONO RESPONSABILE DI CIO' CHE MI ACCADE e questo a molti può suonare male, ma c'è anche l'altra faccia della medaglia, IO HO TUTTE LE POSSIBILITA' , DIPENDE SOLO DA ME. Ovviamente non parlo dei bambini, loro purtroppo sono vulnerabili e rimangono sempre travolti nel giro più esterno del ciclone, a partire dalla famiglia. Ma gli adulti, se e dico SE, sono adulti cresciuti, hanno la possibilità di arrivare al centro e osservare tutto sotto un'altra luce. Io sono ciò che sono... così come sono... tutto il resto è vita, in cui spesso basta osservare con gli occhi di un bambino, per trasformare... senza giudizio, ne confronto.
La vita non è una competizione, siamo tutti della stessa squadra, partiamo tutti dalla pancia e arriviamo tutti nella terra... poi si può gareggiare con se stessi, ma questa è un'altra storia...

Accettare non Sopportare
Compassione non Pietà
Pazienza non Indifferenza
Chiarezza non Confusione
Semplicità non Arroganza

UNA TECNICA:
provate a rimanere presenti, immersi nel sentire le vostre sensazioni, non dico tanto almeno una volta al giorno per iniziare, poi magari col tempo può diventare la vostra MEDICINA. P.S. Per gli "irriducibili" della reazione immediata, quelli che partono subito prima del fischio, il tutto potrà risultare incomprensibile, quindi mandatemi pure aff... e cambiate pagina (^_^)

Grazie

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La visione-viaggiare nel corpo umano.


Il cervello legge le immagini inviategli dagli occhi mettendo insieme una serie di immagini dello stesso oggetto "scattate" una dietro l'altra dalla retina, permettendoci di vedere l'oggetto e anche di 'anticiparci' come lo vedremo negli istanti successivi (a spiegare questo meccanismo è David Melcher, neuroscienziato del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC) dell'Università di Trento a Rovereto).

I nostri occhi compiono continui e impercettibili movimenti, poi si fermano un istante verso un punto da fissare e la retina scatta una foto. Mentre guardiamo un oggetto, quindi, la retina invia al cervello una serie di istantanee dell'oggetto tutte diverse tra loro per piccoli dettagli, perché ad ogni foto gli occhi si muovono e l'inquadratura cambia. Il cervello deve quindi essere dotato di un meccanismo di elaborazione per decodificare l'infinito numero di 'fermo immagini' che riceve e che gli pres
entano oggetti osservati da diversi punti di vista, in momenti diversi e darci così la percezione visiva.

Melcher ha compreso come funziona questo complesso sistema 'hardware' di catalogazione ed elaborazione delle immagini retiniche: sottoponendo dei volontari a stimoli visivi, il ricercatore ha osservato che il cervello tiene in memoria tutte le istantanee, aggiornando continuamente l'immagine risultante che noi percepiamo, così come un documento word del PC può essere continuamente sottoposto a piccole modifiche e il file aggiornato sovrascritto sul file precedente e continuamente salvato in automatico. L'hardware cerebrale funziona senza perdere nessun 'byte' di informazione visiva, in modo che noi percepiamo un'immagine continuamente aggiornata e siamo anche in grado di fare piccole previsioni di ciò che vedremo negli istanti immediatamente successivi.

Il cervello mette una sull'altra le istantanee retiniche e ci permette di percepire l'immagine grazie alla sua capacità di predire i nuovi dettagli visivi che gli occhi gli invieranno prima di muoversi di nuovo. Il cervello ha bisogno di tempo per elaborare i nuovi dati che provengono dagli occhi almeno un decimo di secondo, quindi senza questa capacità di fare 'predizioni', la visione 'in tempo reale' non sarebbe possibile.



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lunedì 20 luglio 2009

Le frasi da dire più spesso...


Nel corso di ogni giornata, ciascuno di noi pronuncia in media 16.000 parole. Semplici frasi di circostanza, intensi colloqui di lavoro, accese discussioni e scambi di battute si alternano nel corso della nostra esistenza, contribuendo inevitabilmente a definirla e a determinarla.

Ma quante di queste parole pronunciamo in piena consapevolezza? Quante parole utilizziamo per rendere migliore la giornata di coloro che incontriamo nel nostro cammino?

Credo che il linguaggio sia uno strumento magnifico e straordinario di cui abbiamo la fortuna di poterci avvalere per crescere e svilupparci come individui consapevoli, in grado di dare il nostro contributo al miglioramento della realtà che ci circonda.

Attraverso le parole possiamo infatti esprimere la nostra personalità individuale, allacciare la nostra umanità a quella del prossimo, sostenere ed allietare coloro che ci sono vicini, far sentire loro la nostra vicinanza umana e la nostra compassionevole solidarietà.

Attraverso il linguaggio possiamo realizzarci come individui compiuti.

Per fare questo è necessario “sentire” le parole che escono dalla nostra bocca, esserne consapevoli e trasmetterle al prossimo con partecipazione, coinvolgimento e umana sincerità.

L’impatto che le tue parole possono avere sul prossimo è straordinario, tu hai la possibilità ogni giorno, in ogni incontro, di indirizzare in positivo il corso della giornata di ciascuna persona che incontri.

Riuscire a sorridere, essere gentili e pronunciare più spesso delle semplici frasi può avere un effetto sorprendente sull’umore di coloro che ti sono vicini. Tu hai la possibilità di farle sorridere, di renderle felici.

Non lasciarti sfuggire queste occasioni e prova ad iniziare dalle semplici frasi che seguono, presto realizzerai che il fatto di riuscire a pronunciarle più spesso rappresenta una straordinaria opportunità di crescita personale.

“Buongiorno”
Regalare un sorriso alle persone che incontri durante la giornata e rivolgere loro un caloroso “buongiorno!” è di beneficio innanzitutto per te stesso. Non c’è gioia più grande che donare un sorriso, far capire agli altri che tieni a loro, che vuoi il loro bene e che sei pronto ad ascoltarli e ad aiutarli. Non attendere che siano gli altri a salutarti e a rivolgerti la parola. Inizia tu a mostrare considerazione e affetto per il prossimo, cerca di essere tu l’esempio da imitare.

“Grazie”
Essere riconoscenti verso il prossimo è meraviglioso. La gratitudine è uno strumento straordinario con cui puoi mostrare agli altri che apprezzi davvero ciò che stanno facendo per te. Per molti è difficile riuscire a dire “grazie” troppo spesso. Tu prova ad utilizzare questa semplice parola ogni volta che qualcuno fa qualcosa per te, anche se ciò è parte del suo lavoro. Ringrazia il cameriere che ti serve la portata, la cassiera che ti rende il resto, lo sconosciuto che ti tiene aperta la porta. Ringrazialo, esprimi la tua riconoscenza, mostra la tua gratitudine: entrambi vi sentirete bene.

“Per favore”
Cerca di non dare per scontato che gli altri facciano qualcosa per te. Accompagnare una richiesta con una frase gentile renderà più felice colui al quale ti stai rivolgendo, oltre che te stesso. Aggiungi un sentito e partecipe “per favore” quando ordini un caffè al bar, così come quando a cena chiedi al tuo partner di passarti il sale. Non si tratta solamente di fornire un ottimo esempio ai vostri bambini, ma anche di contribuire a stabilire e a consolidare un’atmosfera di educazione e reciproco rispetto.

“Le offro il mio posto”
La maggior parte di noi è così fortunata da poter affrontare agevolmente in piedi un viaggio in treno o in autobus. Alcune persone, invece, a causa dell’età avanzata, di una gravidanza o di problemi fisici, hanno la necessità di sedersi quando viaggiano su un mezzo di trasporto, perchè altrimenti potrebbero perdere l’equilibrio e cadere assai facilmente. Non ignorare coloro che si trovano in queste condizioni, non voltarti dall’altra parte. Fai in modo che anche un viaggio in autobus possa rappresentare un’opportunità per aiutare il prossimo. Offri loro il tuo posto. Se temi di poterli offendere, aggiungi che dovrai scendere di lì a poco o che hai bisogno di fare un pò di stretching alle gambe.

"Oggi offro io”
Sei in un bar a bere qualcosa con un tuo amico o con un conoscente? Piuttosto che dividere il conto a metà, insisti per pagare tu per entrambi. E’ una sensazione piacevole mostrare generosità verso il prossimo e se costui vorrà, la prossima volta potrà ricambiare.

“Lasci che l’aiuti”
Se noti qualcuno in difficoltà, non ignorarlo. Offrigli il tuo aiuto. Pensa a quanto ti farebbe piacere essere aiutato se tu fossi in difficoltà. Puoi offrire il tuo aiuto, tanto per fare degli esempi, a un’anziana che deve attraversare la strada, a un turista che si è perso, a un disabile che ha difficioltà con la sedia a rotelle, a una signora che deve portare una busta della spesa troppo pesante, a un automobilista in panne fermo sul ciglio della strada. Non ignorare il prossimo, stagli vicino.

“Chiedo scusa”
Chiedere scusa per molti è tutt’altro che facile. L’orgoglio e la difficoltà ad ammettere i nostri errori spesso ci inducono a trovare delle giustificazioni, piuttosto che ammettere candidamente di aver sbagliato e porgere con sincerità le nostre scuse al prossimo. Non c’è nulla di male a sbagliare. Ma è l’umilta di ammetterlo e di chiedere scusa che ti consente di crescere come persona e rafforzare l’intima connessione con il prossimo.

“Ti voglio bene”
Sono le parole più preziose che puoi rivolgere a chi ti è vicino. Lo fai abbastanza? Pensaci su e ricordati di non lasciarti sfuggire le infinite occasioni di esprimere anche a parole la tua benevolenza nei confronti dei tuoi cari. Vivi il momento ed esprimi i tuoi sentimenti.


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10 regole per vivere meglio.


La tecnologia ci fornisce di continuo degli innovativi strumenti in grado di farci risparmare tempo, ma è piuttosto buffo constatare come siamo poi inclini a utilizzare quel tempo per fare ancora più e più cose, con il risultato che le nostre vite divengono man mano più frenetiche e stressanti che mai.

Siamo abituati a correre talmente veloci che la nostra esistenza ci passa davanti senza che riusciamo a viverla e a goderla pienamente.

Tuttavia, fortunatamente, questo non è certo uno schema obbligato quanto piuttosto un’abitudine, un’adesione quasi istintiva ai modelli sociali che con più frequenza ricorrono attorno a noi. Se davvero lo vogliamo, fortunatamente, abbiamo la possibilità di scegliere di rallentare e decidere i ritmi della nostra vita. Se il tuo attuale stile di vita è troppo frenetico e ciò ti rende stanco e stressato, perché non provare a rallentare? Pensaci bene, cosa hai davvero da perdere?

Rallentare significa essenzialmente ritrovare un ritmo personale che ti consenta di godere appieno ogni singolo istante della tua vita, di esistere qui e ora senza muoverti con costante ansia e frenesia verso il prossimo compito o il sucessivo obiettivo.

Rallentare significa prenderti tutto il tempo necessario per apprezzare ciò che stai facendo nel momento, di qualsiasi cosa si tratti. Significa focalizzarti e dedicarti completamente alla persona con cui stai parlando, significa liberarti dall’ossessione del telefono e delle email, significa vivere in semplicità e godere i piccoli piaceri che già oggi riempiono la tua vita ma di cui spesso neppure ti accorgi, come un tramonto, un sorriso o un fiore.

Rallentare significa concentrarti su un’attività per volta, dedicandovi attenzione e amore, invece di cercare di destreggiarti tra più attività allo stesso tempo senza focalizzarti su nessuna di queste.

Rallentare è una scelta consapevole, una scelta che richiede coraggio, ma anche una scelta in grado di arricchire la tua vita, renderla più genuina e condurti verso la felicità più autentica.

Ecco allora cosa puoi iniziare a fare:

1. Fai di Meno. E’ piuttosto arduo riuscire a rallentare se continui a cercare di destreggiarti tra innumerevoli attività. Al contrario, scegli consapevolmente di fare di meno. Focalizzati su ciò che per te è davvero significativo e prioritario e lascia perdere il resto. Prova a vivere in modo frugale, prova a cercare la pienezza nella semplicità e nella gioia dei piccoli piaceri.

2. Sii presente. Prova non solo a rallentare, ma anche ad assumere e mantenere la piena consapevolezza di ciò che stai facendo nel singolo momento. Qui e ora. Sii presente e consapevole in ogni istante, focalizzato sul presente. Assapora il momento, rimani centrato e consapevole delle tue azioni, delle persone intorno a te e dell’ambiente che ti circonda. Se ti accorgi di stare pensando a qualcosa che è già accaduto o che potrebbe avvenire nel futuro... gentilmente riportati nel momento presente e vivilo nella sua pienezza.

3. Disconnettiti. Impara a liberarti dalla costante ossessione del telefono o del Blackberry . Di tanto in tanto, prova a tenerlo spento o a lasciarlo a casa. Se sei solito lavorare diverse ore davanti al computer, cerca di ritagliare degli intervalli di tempo durante i quali puoi dedicarti ad altro. Essere costantemente connesso significa lasciare continuamente aperto un flusso potenzialmente stressante di informazioni, tale da interromperti, distrarti e condurti in uno stato di ansia e frenesia. E’ piuttosto arduo riuscire a rallentare quando sei sempre impegnato a controllare i messaggi in arrivo.

4. Concentrati sulle persone. Molto spesso ci ritroviamo a trascorrere del tempo con parenti e amici, oppure ci incontriamo con dei colleghi, e pur essendo presenti fisicamente non siamo veramente lì con loro. Parliamo con loro ma siamo distratti da altri pensieri. Siamo lì, ma le nostre menti pensano a ciò che dobbiamo fare. Ascoltiamo, ma in realtà stiamo pensando a noi stessi e a ciò che vogliamo dire. Nessuno di noi è immune da questo comportamento, ma con uno sforzo consapevole hai l’opportunità di spegnere per un momento il mondo esterno a te e dedicarti esclusivamente alla persona con la quale ti trovi. Questo significa riuscire a essere presente per il prossimo, significa vivere intensamente un incontro, significa connettersi in profondità con altre persone, non semplicemente incontrarle. In tal modo, attraverso la consapevolezza del presente anche un breve momento può acquistare una profonda intensità.

5. Ammira la natura. Molti di noi trascorrono gran parte del proprio tempo nell’ambiente chiuso di un’auto, un autobus o un ufficio. Spesso il nostro tempo all’aria aperta si limita a pochi passi durante l’intero giorno. Al contrario, prova a prenderti il tempo per vivere parte della giornata all’aperto, prova ad osservare da vicino la natura, fai un respiro profondo quando l’aria è fresca e pulita, vivi e gusta in pieno la meraviglia dell’acqua e dell’ambiente. Fai in modo che le attività all’aperto siano parte integrante delle tue giornate.

6. Mangia più lentamente. Ingerire alimenti con voracità e ingordigia conduce esclusivamente all’accumulo di peso eccessivo e alla rinuncia del genuino piacere del cibo. Prova allora a mangiare lentamente. Sforzati, pensaci quando sei a tavola. Cerca di essere consapevole di ogni singolo boccone. Apprezza il sapore e il profumo del cibo. Riuscire a mangiare lentamente comporta il duplice beneficio di avvertire il senso di sazietà ingerendo minori quantità di cibo e di gustare al meglio l’intimo sapore di ogni pietanza.

7. Guida più lentamente. Guidare velocemente è una delle abitudini più comuni nel nostro mondo che tende a muoversi con continua frenesia ed impazienza. La guida veloce è causa di incidenti, stress e spreco di benzina. Prova allora a rallentare anche quando sei al volante, cerca di apprezzare l’ambiente che ti circonda quando sei alla guida, fanne un piacevole momento durante il quale contemplare la tua vita e osservare il mondo che ti scorre intorno. La guida diventerà più sicura e infinitamente più piacevole. E risparmerai benzina!

8. Trova piacere in ogni cosa. Se riesci ad essere presente nel singolo momento, qualsiasi cosa tu stia facendo, riuscirai gradualmente ad apprezzarne l’intima gioia, individuandone ogni aspetto piacevole. Lavare i piatti, per esempio, è un’attività che viene in genere vissuta come un’incombenza da sbrigare alla svelta per passare in fretta a qualcosa di più divertente. Prova invece a essere presente anche quando lavi i piatti, ad esempio, cerca di trovarvi gli aspetti più piacevoli. Senti la sensazione dell’acqua sulle tue mani, il contatto con il sapone, la superficie liscia dei piatti. Assumendo una diversa prospettiva, anche lavare i piatti può diventare un’attività piacevole, così come possono diventarlo tante altre faccende domestiche o attività manuali. La tua intera esistenza può diventare molto più piacevole se impari ad adottare questa semplice abitudine.

9. Fai una cosa per volta. Esattamente il contrario del multi-tasking. Svolgere più attività allo stesso tempo è controproducente e stressante. Focalizzati su una cosa per volta. Quando avverti l’urgenza di dedicarti ad altro, semplicemente rallenta, respira profondamente e torna a concentrarti su ciò che stai facendo.

10. Respira. Quando realizzi che stai andando troppo di fretta e ti senti stressato, prova a fermarti per un attimo e cerca di inspirare lentamente e in profondità. Fai un respiro, rilassati, senti l’aria che entra dolcemente nei tuoi polmoni. Fai altri 2-3 respiri, con lentezza e profondità. Senti come lo stress scivola via dal tuo corpo. Focalizzandoti su ciascun respiro sarai in grado di ricondurti nel momento presente e viverlo in tutta la sua unicità.

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